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Come scegliere i cosmetici
PUNTI SU UNO STILE DI VITA PIU'
SANO? VUOI ESSERE CERTA CHE TUTTO CIO' CHE TI METTI SULLA PELLE E' DAVVERO PURO
E TI RENDERA' PIU' BELLA? IMPARA A ORIENTARTI TRA I NUOVI COSMETICI. SCOPRI COSA
DEVI SAPERE, COME LEGGERE LE ETICHETTE, QUALI INGREDIENTI E MEGLIO EVITARE
PiU' di 500: il numero e' impressionante, ma quel che e' peggio e' che per farri
bella finisci per spalmarti ogni giorno questa mole di ingredienti proprio sulla
pelle. La riprova? Tra creme, deodoranti, shampoo, rossetti & Co., ogni donna
usa almeno 13 prodotti diversi e ognuno contiene circa 20 sostanze (i profumi
sino a 400) e a fine giornata i conti son presto fatti. La pelle, perO', non
sempre esce indenne da questo bombardamento e in agguato c'e' l'overdose: il
numero di allergie e' in aumento e anche quello delle intolleranze e' in netta
crescita. Improvvisamente, l'epidermide reagisce al prodotto di bellezza che
sino al giorno prima non creava alcun problema e diventa rossa, secca e
irritata. Per fare un po' d'ordine e' nata Skineco, associazione internazionale
di ecodermatologia che si propone di revisionare cosmetici e dermocosmetici per
valutarne l'impatto ambientale e l'interazione con la cute, identificando
formulazioni ecodermocompatibili. Per saperne di piU', ne abbiamo parlato con
Riccarda Serri, dermatologa e presidente di Skineco.
I PRODOTTI
ECODERMOCOMPATIBILI SONO QUELLI STRETTAMENTE BIO
FALSO -
In realta' sono il frutto di una
chimica amica: le sostanze di sintesi non vanno demonizzate e molte (gli
antiossidanti naturidentici come la vitamina A, C o E, per esempio) sono
principi attivi davvero preziosi, testati in modo scientifico. Gli ingredienti
naturali, invece, non sempre sono efficaci per idratare, nutrire o curare la
pelle. I prodotti ecodermocompatibili, perciO', coniugano il bio veramente
attivo con il sintetico sicuro. Per esempio, si utilizzano per sostituire
ingredienti chimici poco affini all'epidermide con sostanze piU' compatibili e
biodegradabili: emollienti come le vaseline ecologiche o i polideceni idrogenati
(molecole chimiche Doc) prendono il posto della paraffina che alla lunga puO'
ostruire i pori e far fiorire dei foruncoletti.
QUESTI COSMETICI TENGONO
A BADA ANCHE ALTRE SOSTANZE
VERO - Sono un
ulteriore esempio i derivati del petrolio: non sono tossici, ma possono
disturbare l'equilibrio dell'epidermide, rendendola asf?tica, spenta, con pori
dilatati e piccole desquamazioni. I siliconi, invece, seccano la pelle e tendono
a trattenere gli altri ingredienti del cosmetico in superficie. Da evitare anche
certi conservanti 0 alcuni additivi: non sono allergizzanti, ma vanno a sommarsi
a quelli contenuti in altri prodotti, creando un inutile e continuo accumulo sia
per l'organismo che per l'ambiente.
LA LEGGE PROVVEDE GIA' A
GARANTIRCI IN QUESTO SENSO
VERO - Esiste una legge
europea, diventata recentemente anche regolamento, che definisce quali sono le
sostanze cosmetiche ammesse, vietando o limitando l'utilizzo di molecole
potenzialmente dannose o pericolose. I prodotti vengono inoltre testati per le
dermatiti da contatto. Nonostante ciO', i rischi sono ugualmente in agguato: i
fatidici 500 ingredienti sono tanti, non e' possibile identificarne tutte le
interazioni, alcuni non sono ecologici e dermoaffini, mentre certi eccipienti
sbagliati possono mandare in tilt le proprietA' delle molecole attive di un
prodotto.
QUESTI PRODOTTI SONO
RICONOSCIBILI PERCHE HANNO UN MARCHIO SULLA CONFEZIONE
FALSO - Al momento non
esiste un marchio che permette di identificare a colpo d'occhio un prodotto
ecobeauty. Alcune scritte in etichetta o sulla confezione, pero', possono
aiutarti a capire se la crema o il detergente che hai scelto e' affine alla
pelle. Sono ok quelli che riportano diciture del tipo senza petrolati, privo di
parabeni (conservanti potenzialmente a rischio), senza coloranti, senza siliconi
e con basse quantitA' di conservanti.
DOBBIAMO IMPARARE A
LEGGERE LA CONFEZIONE DI CIO' CHE METTIAMO NEL BEAUTY
VERO - Bisogna partire
dalla composizione: solo cosi eviti di sovraccaricarti di prodotti a base di
molecole che alla lunga possono riservarti sorprese (vedi il box nella pagina
qui a fianco). Quando leggi l'elenco degli ingredienti, perO', ricorda che le
sostanze sono indicate in ordine decrescente di peso. In pratica: le prime nella
lista sono quelle miscelate in percentuale maggiore e un prodotto che ha in
testa la vaselina e' ben diverso da quello che la riporta in coda. I nomi degli
ingredienti sono inoltre indicati con l'International nomenclature of cosmetic
ingredients (linci), la lingua cosmetica valida in Europa: le sostanze di
origine naturale con il loro nome latino, i composti sintetici e semisintetici
con termini inglesi.
LA DERMOAFFINITA' E'
ANCHE QUESTIONE DI DATA DI SCADENZA
VERO - La data di
scadenza garantisce che sino a quel momento il cosmetico mantiene le sue
prerogative ed e' sicuro. Per legge e' tassativa sui prodotti che durano meno di
30 mesi. Per le formulazioni piU' longeve, invece, e' previsto il Pao (Periodo
post apertura), che indica per quanti mesi dopo l'apertura del barattolo, del
flacone o del tubo, il cosmetico e' integro, sicuro. I cosmetici, al pari di
altri prodotti e dei cibi, non sono eterni e sono degradabili: sono a maggior
rischio, dopo l'apertura, quelli contenuti nei vasetti, soprattutto se tenuti
vicino a fonti di calore. Un po' piU' protetti, invece, quelli in spray o in
tubo. Se apri un prodotto in barattolo e non lo usi per un po', conservalo in
frigo.
LE FORMULE A BASE DI
NANOPARTICELLE NON DANNO REAZIONI D'INTOLLERANZA
FALSO - Le
nanoparticelle in cosmetica sono ancora sotto inchiesta e non si sa se possono
provocare danni biologici. Quel che e' certo e' che permettono di veicolare in
profonditA' il principio attivo, rendendo il cosmetico piU' efficace. Per le
loro piccolissime dimensioni (inferiori a 0,1 micron), rischiano di filtrare
anche nel sangue e possono accumularsi nei tessuti con effetti che al momento
non sono ancora prevedibili. Le nanoparticelle non vanno perO' confuse con
quelle micronizzate: queste ultime sono decisamente piU' piccole delle molecole
degli ingredienti tradizionali, ma non penetrano nella pelle in modo
significativo.
I PRODOTTI IPOALLERGENICI SONO I PIU' SICURI PER L'EPIDERMIDE
VERO E FALSO - Sono a
base di ingredienti poco sensibilizzanti, meglio tollerati dalle pelli
sensibili. Quelli nickel tested, per esempio, contengono quote infinitesimali
(inferiori allo 0,00001%) del metallo che scatena piU' spesso l'allergia. Al
momento, perO', in molte formulazioni ipoallergeniche trovi ugualmente sostanze
come vaselina e siliconi.
I COSMECEUTICI SONO PIU'
SICURI DEI PRODOTTI TRADIZIONALI
FALSO - Contengono
molecole (supendratann o antiage, per esempio) coperte da un brevetto, ma questo
non garantisce che abbiano una composizione totalmente dermoaffine o
ecocompatibile. Inoltre, i principi attivi sono miscelati in percentuale molto
alta: hanno un'azione quasi farmacologica e questo, in certi casi, puO' tradursi
in un attentato per la pelle. Il loro uso andrebbe monitorato dal dermatologo.
I TRUCCHI PER LE BAMBINE
SONO TRA I MENO BIODERMOCOMPATIBILI
VERO - Andrebbero
davvero evitati, soprattutto se li compri in rete, nei mercatini e nei negozi di
giocattoli. Non si sa come e dove siano stati tenuti e possono inoltre contenere
sostanze a rischio come piombo, arsenico e nickel. Orientati perciO' su prodotti
davvero sicuri, scegliendoli tra quelli a disposizione in farmacia, profumeria o
erboristeria.
PER I BEBE' E' MEGLIO
OPTARE PER FORMULAZIONI AD HOC VERO
VERO - La loro pelle e'
molto sensibile perche' e' decisamente piU' sottile di quella degli adulti. Per
la loro toilette evita di usare una marea di prodotti, scegli solo quelli
essenziali e a misura di bebe': gli arrossamenti del sederino si curano, per
esempio, con creme a base di vaselina ecologica vegetale, arricchite con ossido
di zinco, burro di karite' o calendula.
SE UN COSMETICO DA
PROBLEMI NON E' POSSIBILE LAMENTARSI O SEGNALARLO
FALSO - Per avere
informazioni su un prodotto o segnalare eventuali effetti indesiderati puoi
scrivere all'indirizzo dell'azienda produttrice o distributrice, telefonare al
numero verde, o consultare il sito Internet che molte societA' segnalano sul
prodotto. Per trovare il contatto puoi navigare anche sul sito web dell'Unipro
(www.unipro.org), l'associazione delle aziende cosmetiche italiane, o su quello
del Colipa, l'associazione dell'industria cosmetica europea
(www.European-Cosmetics.info). Se invece vuoi maggiori informazioni sui prodotti
ecodermocompatibli, puoi consultare il sito di Skineco (www.skineco.org).
UN PRODOTTO
ECODERMOCOMPATIBILE E' ATTENTO ANCHE ALLA CONFEZIONE
VERO - Per evitare
inutili sprechi di carta, alcuni prodotti sono giA' in vendita in una confezione
realizzata in cartone riciclato o addirittura senza imballaggio. Alcune aziende,
invece, hanno eliminato il foglietto illustrativo e riportano composizione e
informazioni d'uso all'interno dell'astuccio.
PARTICELLE: FINI, MICRO,
NANO
Per legge, i prodotti a base di nanoparticelle in vendita in Italia lo riportano
in etichetta. Se compri trucchi minerali in rete da siti inglesi o americani
devi, invece, destreggiarti tra le diciture anglosassoni per identificare le
dimensioni delle particelle. Ecco qui il loro significato.
LE DIVERSE CATEGORIE
• coarte: hanno un diametro inferiore ai 10 micron.
• fine: il diametro piU' piccolo di 2,5 micron.
• microfine: le loro dimensioni sono superiori a 0,1 micron.
• ultrafine: diametro inferiore a 0,1 micron e quindi nanoparticelle.
OCCHIO ALLA COMPOSIZIONE
Quando compri nuovi cosmetici, o prodotti per l'igiene e la cura della pelle,
controlla che non contengano queste sostanze o che, per lo meno, questi
ingredienti siano agli ultimi posti dell'elenco della composizione e quindi
miscelati in quantitA' minime. E il segreto per evitare di usare cosmetici che
alla lunga rischiano di non darti gli effetti sperati.
• Petrolatum, paraffinum liquidum, minerai oli: sono derivati del petrolio e
servono per lubrificare e rendere morbido e scorrevole il prodotto.
• Siliconi (ciclometicone, dimeticone..., finiscono tutti in one): hanno
un'azione filmogena
e sono presenti soprattutto in creme barriera o balsami per capelli.
• Polietilenglicoli (Peg): sono emulsionanti che contengono ossidi di etilene.
• Diazolydinyl urea, Imidazolidinyl urea, Dmdm Hydantoin, Bronopol: conservanti
a rilascio di formaldeide.
• Ammine (Dea, Mea, Tea, Mipa): additivi
per correggere il pH del prodotto che possono trasformarsi in nitrosammine,
potenzialmente cancerogene.
• Edta: conservante che elimina tracce di ioni metallici che potrebbero
accelerare il deterioramento del prodotto.
• Nonoxynol, poloxamer e nonilfenoli: sono tensioattivi, sospetti di essere dei
perturbatori endocrini.
• Triclosan: antibatterico a base di cloro.
• Trimonium e dimonium: disinfettanti.
testi di Ida Macchi e Gaia Vitale - foto di Andrea Varani - stili lite di
Alessandro Colombo
(fonte: TUstyle - 15 marzo 2011 No.11)
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