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Storia
del fard
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Il fard e'
il belletto, cioe' il cosmetico femminile (il termine risale al XVI secolo)
per eccellenza, quello che si pone in secondo piano, lasciando la gloria
della prima fila ai prodotti per gli occhi e per le labbra, anche in ragione
di una presenza quasi sempre sfumata, accennata e verosimile; quello,
insomma, che ha resistito sui volti anche quando gli altri alzarono bandiera
bianca e scomparvero per alcuni anni o decenni.
In occidente il millenaristico Medioevo si pose, anche esteticamente, in
alternativa ai costumi pagani e licenziosi di un Evo Antico popolato da
molte divinita' e da persone dedite ai piaceri della carne, come quelle
descritte da Petronio nel suo Satyhcon o da Plauto nelle numerose opere
teatrali. Il prodotto di bellezza fu accusato di connivenze demoniache e
bandito da abitudini femminili considerate onorevoli... eppure l'uso di
colorare le guance resistette a ogni divieto, come prova tutta l'evoluzione
storica della pittura europea, a cominciare dai dipinti a tema religioso di
Giotto (ad esempio // Giudizio Universale nella Cappella degli Scrovegni a
Padova).
Anche il Beato Angelico, frate miniaturista e pittore, dipinge i suoi
personaggi con le guance delicatamente truccate in vermiglio chiaro e in
rosa, come nelle varie versioni dell'Annuna'azione, quella del 1433 e
quella, piu' nota, del 1437, conservata al Museo di San Marco a Firenze.
Allo stesso modo Raffaello, che trucca con leggere sfumature pesca le gote
di Maria, del figlio e del piccolo Giovanni nei numerosi quadri in cui il
pittore umbro dipinse questa triade, dalla Madonna dei cardellino conservata
a Vienna a La Belle Jardiniere che si trova al Louvre. Anche Botticelli,
particolarmente amante del pallore luminoso di corpi e volti, con infinita
leggerezza lascia un velo rosato appena percettibile sul viso diafano della
dea ne La nascita di Venere ( 1484), su quello altrettanto pallido di Atena
nel dipinto Pallade e II Centauro ( 1482) e sul tondo raffigurante la
Madonna del Magnificat dalla pelle luminosa di avorio dorato ( 1481 82),
tutti conservati al museo degli Uffizi di Firenze. Per ricordare un autore
piu' recente e noto, basta pensare alle numerose tele di Modiglian ( 1884
1920), dove i volti, truccati e non, recano sempre un particolare accento
cromatico sulle gote e sugli zigomi, come per La donna con la cravatta del
19 17 o La bohemienne del 1918.
In questo modo i pittori italiani, ma anche quelli francesi o fiamminghi,
spagnoli e inglesi, ci raccontano con il pennello di un'abitudine diffusa:
quella di accentuare il colore dove naturalmente dovrebbe comparire per
merito della natura, in modo tale che l'artificio possa anche passare
inosservato, specie se effettuato.., senza trucco!
E, dando uno sguardo all'epoca Classica, si trovano aneddoti che
testimoniano dell'importanza dei cosmetici anche negli immaginari
mitologici. Omero, ad esempio, attribuisce al giudizio di Paride il germe
sciagurato della lunga guerra di Troia, e di questo mito tratta nell'Iliade.
Atena, dea guerriera della sapienza chiamata a gareggiare, ebbe davvero
poche chances di vincere il pomo d'oro messo in palio da Paride stesso per
la piu' bella. E non certo, pare, perche' Atena mancasse di bell'aspetto, ma
perche' era piu' difficile premiare colei cne si mise a correre invece che
affidarsi a un belletto (come sembra fece Venere, che Infatti vinse) per
ravvivare il colore delle guance e acquisire un incarnato piu' roseo. Anche
qui il cosmetico ha fatto la differenza.
Oggi, probabilmente, Atena avrebbe ottenuto qualche voto in piu', se non
altro secondo alcune valide teorie colorimetriche, le quali indicano nei
colon presenti all'interno della propria personale complexion naturale i
migliori coadiuvanti e donanti bellezza e armonia. Per dirla altrimenti:
fatevi una corsa e poi guardatevi allo specchio. Il colore assunto dalle
vostre guance e' quello che, in tonalita' simile, o appena piu' scura o piu'
chiara secondo la stagione, dovreste cercare nei fard da usare in stato di
quiete.
Si ...ricomincia dal 3 quando si parla di rosso per guance, in quanto
troviamo tre forme lessicali per definirlo, divenute comuni e frequenti
anche in Italia, sia pur mutuate da lingue di altri Paesi: fard, rouge,
b/ush.Tre definizioni che conosciamo e utilizziamo per parlare di questo
prodotto nella pubblicita', sulle riviste nelle rubriche beauty, ma anche in
un dialogo fra amiche. Fard e' indubbiamente la parola usata di piu' al
momento di un acquisto in profumeria o nel department store della grande
distribuzione, mentre II termine Rouge compare maggiormente nella
letteratura sulla bellezza. Blush e' frequente sulle confezioni dei marchi
cosmetici.
Rouge e' la denominazione del rosso ancora una volta nella lingua francese,
passata per analogia a definire il prodotto che arrossava le guance. E
incerto se questo sia il termine piu' antico, presente come abbiamo detto
anche nella nostra lingua con la definizione di rosso per guance.
La ragione tecnica e' la piu' appropriata a convalidare a pieno la teoria
della 'triplicita'' del fard quale prodotto che si fa letteralmente in tre:
il blush ha la capacita' di essere non solo cheek (guance) makeup, ma anche
eye & Hps makeup. Un perfetto allover che permette soluzioni di trucco
praticamente infinite sia nella versione in polvere (libera o compatta), sia
nelle formulazioni cremose in pasta in matitone o in gel.
Anche solo utilizzandolo per la funzione cui e' preposto nei sacri testi del
trucco, il fard detiene il primato quale elemento principe per rendere piu'
grazioso il volto femminile. Quando parlo in questo modo del rouge lo
intendo non tanto nella sua funzione correttiva, sulla quale ritornero' in
un ulteriore approfondimento, per cui e' fondamentale una buona conoscenza e
scelta delle tonalita' e delle sfumature adatte per ogni singola complexion,
ma nella sua funzione di risalto per illuminare e ringiovanire i tratti del
volto: una refreshing action che giova sia al viso truccato sia a quello cui
si da' risalto solo con un tocco di mascara sulle ciglia.
Alle affezionate della terra abbronzante (o bronzing powder in inglese) si
puo' dare via libera per l'uso della medesima al posto del classico fard,
specie nella tarda primavera, durante l'estate e nel primo autunno. Cercate
di non utilizzare come blush terre troppo brillanti, ricordando che le
guance dovrebbero sembrare 'baciate dal sole'. Nel backstage della sfilata
come nella preparazione della modella per lo shooting fotografico, trovo che
il modo piu' semplice per applicare il fard o la terra correttamente sia
quello di far sorridere la mia testimonial e di sfiorare con il prodotto la
'pommette' che si forma naturalmente con il movimento dei muscoli del volto.
makeup tips
La valigia si apre e...avete dimenticato di mettere il rossetto nel beauty
da viaggio!
Se avete portato il vostro amico fard compatto tuttofare e disponete di un
pennellino piatto e del vostro abituale prodotto Idratante fluido, potete
ottenere una sorta di sheer lipstick che risolvera' il problema. Ecco come:
lavate accuratamente le mani, asciugatele e posate una goccia di idratante
sul dorso della medesima, Con un pennellino per le labbra raccogliete,
tramite un movimento circolare, una piccola dose di polvere dalla pasticca
compatta del fard e posatela sulla pelle, accanto alla goccia di fluido.
Tanto piu' consistente sara' la quantita' di polvere, e quindi di pigmento,
tanto piu' sara' colorato il composto che otterrete mescolando i due
ingredienti che stenderete sulle labbra. L'effetto finale sara' diverso da
quello di un rossetto classico, ma conferira' alle labbra il finish
sofisticato di una velatura pittorica.
makeup tips
Un consiglio universale per armonizzare i colori del trucco e del proprio
abbigliamento e' quello di mettere in sintonia fra di loro blush e rossetto.
Coppie cromatiche sulle quali poter contare possono essere le seguenti:
? Rossetto rosso e fard nella famiglia dei rosa o contenenti una base rossa;
attenzione a non associare un rossetto rosso a un blush di tonalita' bronzo.
? Rossetto rosa e fard in tonalita' rosee. Se possedete una pelle davvero
diafana, usate tinte pastello e cercate di evitare quelle che contengono
toni tendenti al marrone.
? Rossetto corallo e fard pesca oppure albicocca.
? Rossetto rame e fard ramato.
? Rossetto bronzo e fard ugualmente bronzo.
? Rossetto marrone e fard rosato, aranciato o vermiglio, a seconda del
sottotono del rossetto.
Se la vostra pelle e' molto scura preferite colori che contengano una base
prugna o bronzo scuro. Mi e' successo spesso di utilizzare una punta di
rosso ibisco per truccature piu' decise e Importanti applicate a modelle,
attrici e cantanti africane o afroamericane, come Skin degli Skunk Anansie o
F3arbara Hendricks.
makeup tips
Altro viaggio...ma contrariamente al caso precedente, avete dimenticato
l'amico fard e, sapendo di averne ad attendervi al ritorno un Intero
squadrone nel makeup wardrobe che troneggia all'interno della vostra camera,
volete evitare di comprarne un altro solo per il week end.
Questa volta, pero', avete alcuni rossetti: e' il caso di iniziare a
utilizzare una tecnica che i makeup artist usano spesso, anche se hanno a
disoosizione doppie e triple palettes di fard compatti, L'operazione deve
essere effettuata su un viso che sia struccato o che porti esclusivamente il
fondotinta: meglio evitare di compierla su una base Incipriata, perche' si
rischlerebbe di rendere la stesura del prodotto non omogenea ne'
opportunamente sfumata con la base. Scegliete possibilmente ?I colore piu'
naturale fra i rossetti a vostra disposizione, o comunque quello che si
adatta maggiormente alla vostra carnagione attuale e all'abbigliamento che
indossate, Piu' la vostra pelle sara' abbronzata, piu' la tonalita' del
blush dovra' essere profonda, piu' la vostra pelle e' diafana, maggiormente
leggero sara' sia il tono sia la modalita' di stesura.
Sul dorso pulito della mano stemperate leggermente un po' di rossetto con un
movimento rotatorio: raccogliete una parte di prodotto con il medio
dell'altra mano, sempre pulita, e picchiettate leggermente sullo stesso
dorso della mano che vi sta servendo da palette o tavolozza. Questa azione
serve a sfumare ulteriormente il rossetto, in modo che la quantita' di
colore che metterete sulle guance o sugli zigomi non sia mai eccessiva: si
puo' sempre ripassare un'altra volta. Picchiettate con piccoli tocchi lievi
la zona che volete mettere in risalto, massaggiandola in modo che il vostro
improvvisato fard cremoso si distribuisca in modo uniforme e trasparente
sulla base.
PS: se vi doveste essere trovati nelle situazioni che ho appena descritto,
prima della prossima partenza controllate meglio il vostro beauty.
(fonte: Trucco&Bellezza Anno II N.7 marzo-aprile 2010 - di Ennio Orsini)
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