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Trucco per coprire
macchie e vitiligine
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Tra gli
inestetismi della pelle piu' diffusi e meno facilmente curabili c'e' senza
dubbio la vitiligine. Il termine deriva dal latino vitium, che vuol dire
difetto e si usa per indicare un'anomalia nella pigmentazione cutanea,
caratterizzata da chiazze acromiche (prive di colore e piu' chiare rispetto
ai resto della pelle) a morfologia variabile, dovute all'assenza dei
melanociti, cellule deputate alla sintesi di melanina.
Sebbene possa manifestarsi a qualsiasi eta', il picco di comparsa e' tra i
10 ed i 30 anni con una familiarita' nel 3040% dei casi, Cio' fa pensare che
all'origine della vitiligine siano coinvolti dei fattori ereditari ancora
sconosciuti. Le terapie mediche attualmente usate (cortisonici topici e
PUVA) riescono a migliorare la sintomatologia clinica, pur non eliminandola
completamente. Il camouflage e', pertanto, un ottimo alleato per nascondere
completamente l'inestetismo, per non parlare della protezione fisica che
svolge contro raggi ultravioletti, in grado di prevenire la possibile
comparsa di scottature o ustioni.
Tutti gli inestetismi permanenti condizionano fortemente la psiche di chi ne
e' affetto e la sua capacita' di relazionarsi con gli altri. L'esperto di
camouflage deve, pertanto, usare tatto, discrezione e disponibilita', volte
a mettere a proprio agio il cliente, informandolo sui limiti ed i vantaggi
legati all'utilizzo di tale tecnica. L'applicazione dei prodotti deve,
inoltre, essere sempre accompagnata da chiare spiegazioni, al fine di
insegnare a colui che si sottopone al camouflage a ripeterlo a casa, potendo
cosi effettuare un'autocorrezione.
La correzione col
camouflage
Anzitutto e' fondamentale studiare le caratteristiche della discromia da
trattare: colorito, dimensioni e sede (foto 1). Le chiazze di vitiligine
hanno, nella maggior parte dei casi, un colorito biancolatteo uniforme,
anche se talvolta si possono osservare contemporaneamente diverse
gradualita' di pigmentazione melanica (vitiligine tricromica) o
eccezionalmente un sottile alone rosarosso (vitiligine infiammatoria). Le
dimensioni dell'inestetismo possono influenzare la tecnica d'applicazione
che puo' avvalersi del pennello, delle dita o della spugna. Sebbene esse
siano spesso abbinate, quest'ultima e', ad esempio, da preferirsi in caso di
lesioni estese. La sede condiziona, invece, l'approccio psicologico (basti
pensare alla diversa immagine che si ha di se' nel caso in cui siano colpite
aree visibili, come il viso e le mani) e le procedure di fissaggio,
richiedendo l'applicazione di un liquido specifico.
tico, impiegando matite, ombretti, mascara, fard, rossetti e gloss (foto
finale). Al fine di facilitare l'autotrucco e' bene annotare su una scheda i
colori usati, la sequenza applicativa e gli eventuali consigli cosmetologia,
incluso lo struccante anidro, specifico per la rimozione quotidiana del
camouflage. B2D
La correzione della vitiligine prevede l'apposizione di una tonalita' scura
sulle chiazze acromiche, al fine di ottenete un colorazione che si avvicini
all'incarnato naturale del soggetto (foto 2). Dopo aver sfumato eventuali
eccessi di prodotto ed omogeneizzato l'area, si applica, sull'intero
distretto corporeo trattato, il colore che si avvicini maggiormente alla
carnagione del cliente (foto 3). In corrispondenza delle chiazze esso dovra'
essere sovrapposto delicatamente su quello applicato in precedenza, evitando
di rimuoverlo erroneamente e mostrare la lesione.

Terminata la copertura della vitiligine e l'eventuale makeup, si passa al
suo fissaggio, al fine di aumentarne durata e resistenza all'acqua. Si
distribuira', dunque, uniformemente della cipria fissante specifica con un
piumino (foto 4), per poi rimuoverne eventuali residui a distanza di 5
minuti dalla sua applicazione, spazzolando delicatamente l'area con un
apposito pennello (foto 5). Una volta ultimata tale procedura, la superficie
trattata deve esse bagnata con acqua e delicatamente asciugata con una carta
velina, facendo attenzione a tamponare la cute, evitando di strofinare. In
questo modo si da' al camouflage un aspetto piu' naturale. Nel caso in cui
si voglia ulteriormente potenziare la sua durata e resistenza all'acqua si
procede, infine, all'applicazione del liquido fissante, nebulizzandolo ad
una distanza di 2030 cm e facendolo asciugare (foto 7). e' questa, ad
esempio, una procedura necessaria nel caso in cui si vada in spiaggia o
l'inestetismo sia localizzato sulle mani o in una parte del corpo a diretto
contatto con gli indumenti.
A questo punto il camouflage e' ultimato e l'estetista/truccatrice puo', nel
caso in cui sia intervenuta su un volto femminile, dilettarsi con un makeup
estetico, impiegando matite, ombretti, mascara, fard, rossetti, e gloss
(foto finale).
Al fine di facilitare l'autotrucco e' bene annotare su una scheda i colori
usati, la sequenza applicativa e gli eventuali consigli cosmetologici,
incluso lo struccante anidro, specifico per la rimozione quotidiana del
camouflage.
(fonte: Trucco&Bellezza Anno II N.7 marzo-aprile 2010 - di Rita Parente )
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