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Chignon,
amato
enigma Quando charme e seduzione partono dalla nuca imitando l'allure di Grace Kelly e Kim Novak Mai guardare nella testa delle donne: non si sa mai che cosa si può trovare. Ma ogni regola ha la sua eccezione e in questo caso l'eccezione si chiama chignon. L'occhio scivola sulla nuca scoperta; la più discreta, tenera e dunque inattuale delle zone erogene. Poi, risalendo (controcorrente anche qui: di solito, l'occhio maschile scende), si raggiunge l'enigmatica meraviglia, e lo sguardo cede il passo alla memoria. Grace Kelly, Kim Novak ne La donna che visse due volte. O Audrey Hepburn in Colazione da Tiffany. Lo chignon che dal collo di cigno si slancia irresistibile verso l'alto, proprio come l'ambizione di Holly Golightly. Eleganza fatta perfezione; ma l'esperienza insegna che le ciocche dello chignon sono infinite: appoggiate o divise in rivoli, annodate con perizia marinara o composte come un canestro, arrotolate a guscio di lumaca o sovrapposte a buccia di cipolla... Uno, nessuno e centomila chignon, tanto più belli da guardare quanto impossibili da sciogliere. Come tutto quello che passa per la testa delle donne. (Nanni Delbecchi) Ecco come trasformarlo in un must quotidiano In America è diventato un cult. E in Italia sta arrivando in punta di piedi. L'oggetto del desiderio? Una banda di tessuto, con una fenditura al centro, il cui perimetro è percorso da un sottilissimo e invisibile filo di metallo. Grazie a questa invenzione, rigorosamente brevettata, in 30 secondi è possibile realizzare uno chignon doc. Cinque mosse (inserire i capelli nella fessura, bloccare con due giri verso l'alto, scendere fino alla fine dei capelli, arrotolare verso l'alto, incrociare e chiudere) e voilà. Si potrà sfoggiare un'acconciatura degna di diva del cinema in bianco e nero. |
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