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Come abbronzarsi senza scottarsi

UN CAPITALE DA INVESTIRE Sembra incredibile, ma c'e' ancora chi, soprattutto fra i giovani, per abbronzarsi fa uso di sostanze naturali, come birra, chiara d'uovo, olio d'oliva, foglie di fico. Un fai-da-te che in Italia significa 700.000 potenziali ustionati. Sono i dati poco confortanti che emergono da una ricerca commissionata da Vichy su un campione di ragazzi di eta' compresa fra i 15 e i 25 anni. Ognuno di noi e' geneticamente dotato di un "capitale sole", la possibilita' di "subire" l'esposizione agli ultravioletti senza avere danni sulla pelle. Quando la "dose" e' terminata, non e' rimpiazzabile. Normalmente si depaupera intorno ai 18-20 anni, ma in chi ha la pelle chiara il limite di eta' si abbassa. Insomma, l'abbronzatura, al di la' del canone estetico, e' un danno, afferma Nerella Petrini, dermatologa. Parere ampiamente condiviso. ?Le ultime ricerche sul fotoinvecchiamento sottolineano le alterazioni sulle fibre dermiche (di collagene ed elastina) e quelle sul Dna. Ormai e' stato provato chiaramente che i danni possono essere cumulativi. Ecco perche' la prevenzione e l'utilizzo di una corretta protezione solare rivestono grande importanza?, afferma Olivier Doucet, Vice Presidente Ricerca e Sviluppo Lancaster. Traduzione: la situazione non si azzera ogni anno. La pelle ha "in memoria" i danni subiti nel tempo e non li dimentica. Inoltre, nei primi diciotto anni di vita si verifica la maggior parte dell'esposizione al sole. E una scottatura grave raddoppia i rischi di una neoplasia cutanea in et?matura. La buona notizia e' che le ricerche dimostrano che con alcune accortezze e l'uso regolare di una protezione, il rischio si riduce fino a quasi l'80%.

REAZIONI EPIDERMICHE Prurito, macchie e arrossamenti su viso, collo e decollete': sintomi che trasformano il piacere del sole in un incubo. Secondo i dati Ipsos, in Europa ci sono 33 milioni di persone che soffrono di allergie solari. Le reazioni cutanee che compaiono sono il sintomo della debolezza del sistema di difesa della pelle che da sola non riesce a contrastare l'azione nociva degli ultravioletti. Per chi e' sensibile e' fondamentale l'uso di creme protettive con indice Spf elevato, che per?perdono efficacia se applicate in modo scorretto o in quantit?insufficiente.

(fonte: Marieclaire giugno'10)

 

 

 

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