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Coco Chanel non usciva mai senza rossetto.Ha sempre usato una sola (e perfetta tonalità)

 
Cristalli liquidi formato stick
Cere, oli, polveri e perle. Sono gli ingredienti del rossetto. A cui si aggiungono, ovviamente, i pigmenti: gli ossidi di ferro per i marroni o i bronzi, le lacche per i rossi e le sfumature dell'arancio. Novità? «Ora fanno tendenza le formule ai cristalli liquidi», dice Mario De Luigi, truccatore a Milano. «Strano ma vero, la stessa tecnologia che si utilizza per i display del cellulare e per i televisori viene inserita anche nei prodotti trucco». Il risultato? «Colori ad alta fedeltà, ultra brillanti. Non basta. Ora è importante coinvolgere più sensi, anche l'olfatto, per esempio. Lo sanno bene i cosmetologi, che per trovare la fragranza giusta impiegano settimane, ma sarà proprio quel profumo di iris (rosa o violetta) a decretare il successo del prodotto». Le donne sono molto esigenti. «A grande richiesta anche l'effetto burro: il rouge deve aderire alle labbra, lasciarle morbide, ma senza appiccicare. Per questo si aggiungono ai mix anche sfere ialuroniche e siliconi: idratano, apportano volume e, inoltre, attenuano le piccole rughe verticali, riempiendole». Cosa chiedere di più?
Nuance luminose, di carattere
Già si poteva intuire dalle sfilate e dal revival del look anni Quaranta: quest'inverno le labbra sono in primo piano. Il modello? Coco Chanel, ovvio. Lei che ha fatto del rossetto la prima arma di seduzione di una donna. La sua tonalità preferita era il vermiglio intenso, ideale per esaltare capelli scuri e carnagione chiara. E se rosso deve essere che rosso vero sia, e che si faccia notare. Per non esagerare, meglio scegliere sempre una nuance luminosa e non troppo coprente (in questo caso l'applicazione dovrà essere ultra precisa) e puntare solo sulle labbra come unico punto faro del viso. Al massimo si potrà aggiungere un tocco di mascara. E per chi non ha mai utilizzato il rossetto? «Dopo anni e anni di solo gloss, meglio andarci piano. Se la pelle è chiara, si può iniziare con un rosa con una punta di oro o di blu», consiglia l'esperto. «Mentre i toni più puri, come fucsia e ciliegia, sono tinte passe-partout per i tipi mediterranei». I colori più difficili? Il lillà e il rosso-arancio: il primo può essere portato solo da chi ha un viso perfettamente regolare. Il secondo, invece, sta bene a chi ha una carnagione pallida, sulla pelle olivastra, infatti, tende a mettere in risalto il giallo della carnagione con un effetto non proprio gradevole.

 


 

 


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